La musica è la vita, e non può essere fatta di un solo genere

Un giorno, di un passato non molto remoto, mi è stato chiesto di parlare di musica.

 
In realtà non so definire precisamente cosa significhi per me, ma sicuramente riconosco che, almeno per me, è qualcosa di essenziale, tanto da non riuscire a capire come facciano certe persone a farne completamente a meno.

 
Esistono tantissimi generi musicali, alcuni nati prima, altri più recenti e a volte l’uno totalmente diverso dall’altro, ma, sempre secondo la mia modesta opinione, l’uno non dovrebbe escludere l’altro.

 
Dove voglio arrivare, vi starete chiedendo.
Vi rispondo subito: voglio arrivare al fatto che oltre a non comprendere chi riesce a fare totalmente a meno della musica, non riesco a comprendere, forse ancor di più, i puristi di un solo genere.

 
La musica è facilmente paragonabile alla vita, e la vita è ricca di sensazioni.

 
Nella vita non si è sempre solo tristi o sempre solo felici. Nella non ci si sente sempre brutti, sbagliati, inadeguati e nemmeno ci si sente superfighissimi tutto il tempo.

 
Perciò, se la musica è come la vita, perché scegliere solo un genere? Perché vivere soltanto una determinata emozione?
Adesso, io sono una spammatrice seriale di Joy Division, Blur e Kasabian; questo perché sono, chiaramente, i miei tre gruppi preferiti in assoluto e perché e il loro genere è quello che prediligo.

 
Ma non è detto che io riesca ogni volta a correlare la mia vita con un pezzo, chiamiamolo così per convenzione, indie rock. Per questo, a volte mi avvalgo della facoltà di attingere ad altro.

 
Ci sono momenti in cui mi sento spavalda e nelle cuffie voglio solo Kanye west, mentre ci sono altri momenti in cui i miei 15 anni sono “l’unica vera nostalgia che ho” e perciò la mia malinconia può essere solo da Corso Trieste de I Cani.

 
Vogliamo parlare di quando vai in centro per fare i regali di natale e la gente davanti a te cammina troppo lenta e blocca il passaggio? Bittersweet Symphony e un sacco di spallate posso accompagnare solo!

 
Voglio ballare? Ci sono i New Order.
Mi sento triste e arrabbiata? Ci sono gli Strokes.
Poi c’è quella Domenica Lunatica in cui c’è Vasco e basta.
(NON VASCO BRONDI, ci tengo a specificarlo per i meno studiati!)

 
In questo periodo, invece, mi sento molto “sottona” nei confronti di una persona, infatti non faccio altro che ascoltare colui che porta alta la bandiere dei sottoni, l’uomo del momento, “il Baffone in bicicletta”: Tommaso Paradiso con i suoi Thegiornalisti!

 
Consideratelo un coming out, perché ho l’impressione che questa rivelazione intaccherà, e non poco, la mia reputazione!
Ma non importa, nella musica, come nella vita, non abbiate paura ne vergogna di ascoltare nuovi generi, di provare nuove emozioni!

Redazione Fdt

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