7 domande a Claudio Di Biagio

Classe ’88, romano de Roma, youtuber, attore, regista: in altre parole, Claudio Di Biagio.

 

Sono ormai passati 7 anni da quando Claudio ha deciso di aprire il suo canale YouTube “nonapritequestotubo”, inizialmente a carattere parodistico ma che si è poi rivelato una rampa di lancio per quella che è la sua reale passione: il cinema.

 

Ed è così che ad oggi, Claudio Di Biagio ha realizzato una webserie (“Freaks!”, che ha riscontrato un ottimo successo di critica), un fan-movie (“Dylan Dog, Vittima degli eventi“), il film “Andreavia“, il cortometraggio “Unboxing Annie” e una serie di collaborazioni per pubblici e per privati. Ha avuto l’opportunità di conoscere ed intervistare, in occasione del Festival del Cinema di Venezia e delle prime a cui è stato invitato, attori e registi di fama internazionale come Steven Spielberg, Ryan Reynolds, Tom Hanks, Emma Stone.

 

Oggi Claudio ha 231,000 iscritti sul suo canale e più di 116,000 persone che lo seguono su Facebook. Gli abbiamo chiesto una chiaccherata per parlare di YouTube, di Netflix, di Cinema e di.. matrone romane del passato e del presente.

 

Ah, va bene che siamo i Fuori di Testo, va bene anche siamo belli belli in modo assurdo e va bene pure che siamo sostanzialmente meglio di chiunque altro. Ma la disponibilità e la gentilezza di Claudio ci hanno commosso lo stesso, un po’ come si commuove una ragazzina di quattordici anni che vede la prima puntata di Tredici.

 

1) Piattaforme come Netflix e Amazon Video stanno prendendo sempre più il sopravvento. Fra vent’anni il cinema sarà ancora come lo conosciamo oggi?

 

No, non lo è già da tempo, per storie e per modalità di produzione e fruizione. Scorsese scrive alla figlia in una lettera che il cinema per come lo faceva e lo conosceva lui non esiste più e glielo scrive felice ed eccitato dal futuro, quindi il cinema sono le storie giuste raccontate nel luogo giusto. La sala non morirà, al massimo diventerà qualcosa di privilegiato e migliorativo per l’esperienza dei film che meriteranno quello schermo così grande.

 

2) Qual è lo stato attuale del cinema italiano? Gli spettatori italiani di oggi sono disposti ad andare al cinema senza spegnere il cervello?

 

Non ancora, ci stiamo arrivando, siamo ancora troppo pochi. Direi che il genere, la cosa migliore che possa capitare al cinema per rinascere, deve e sta facendo un lavoro incredibile per aprire la strada al futuro del cinema. Io nel mio piccolo sto cercando di portare i miei progetti ai produttori sperando nell’ascolto, ancora è presto ma piano piano ci arriviamo. Il pubblico vuole spegnere il cervello perché non va al cinema per vedere il film ma un film qualunque. Bisogna far tornare il pubblico a volere il film e non 2 ore di immagini su uno schermo.

 

3) Grazie al tuo lavoro, hai avuto l’opportunità di conoscere strateghi del cinema come Iñarritú e Spielberg, ma anche grandi interpreti come Emma Stone e Tom Hanks. Qual è la personalità che ti ha più colpito?

 

Forse Tom Hanks e Al Pacino. In entrambi i casi ho trovato una persona semplice, un’energia che distruggeva tutto e una positività nel dialogo incredibili. Le persone semplici fanno grandi cose, secondo me.

4) Che tipo di cinema vuole fare Claudio di Biagio?

 

Realismo magico. Quello per cui tutti i registi non italiani ci invidiano Fellini e che qui, ancora oggi, non si vuole fare perché si ha paura. Io voglio raccontare la realtà con la mia visione magica, con le figure che fanno riflettere e fanno arrivare al centro della metafora senza spiegarla. Esci dal cinema, ci ripensi per giorni e capisci perché ti ha fatto male o bene il film.

 

5) La terza stagione di “freaks!” è una possibilità concretamente realizzabile? Ti piacerebbe continuare questo progetto?

 

Sì, moltissimo. Io l’ho scritta, esiste, solo che ci vogliono i soldi e il tempo. Diciamo che sarebbe bello, una volta diventato ricco, farla come dico io. Sarebbe davvero bella. Il soggetto mi piace molto. 🙂

 

6) Se un ragazzo decidesse di diventare uno youtuber oggi, avrebbe le stesse possibilità di affermarsi che avrebbe avuto all’alba di questo mestiere 7 anni fa? E avrebbe la stessa libertà di fare ciò che vuole realmente fare?

 

No, non avrebbe le stesse possibilità. Era un altro tempo e un altro pensiero sul mezzo e sulla piattaforma. Adesso non solo è cambiata la consapevolezza ma anche l’algoritmo. Il mio consiglio adesso non è quello di iniziare un percorso su Youtube ma di imparare un mestiere, anche quello del creativo, e in caso affiancare un canale dove sperimentare e provare.

 

7) Nonna Lea e Sora Lella possono essere considerate due matrone romane di due generazioni diverse. Quali sono le differenze che intercorrono tra di loro e tra le loro saggezze popolari?

 

Beh, innanzitutto l’importanza del loro “agente”. Verdone sicuramente ne sa più di me, io mi sono ispirato a lui per portare una gran parte di Roma che c’è in mia nonna e devo ammettere che senza tutta la cultura cinematografica che si può avere con i suoi film e con la Sora Lella non sarebbe nata gran parte del progetto con mia nonna. Per il resto la loro bellezza è la stessa, sono parte di una città e di una cultura che porta con sé un corredo genetico di informazioni, di saggezza, di sbagli, di ignoranza e di bellezza che pochi altri esseri umani hanno.

 

 

Ancora grazie mille a Claudio Di Biagio.

edoardo cesarini

20 anni, studente di Giurisprudenza, figlio, fratello, cugino, neo-zio e blogger. Qui per raccontare l'attualità a chi non sa un cazzo da chi non sa un cazzo. "Se oggi l'uomo non mangia più l'uomo, è soltanto perchè la cucina ha fatto dei progressi."

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