Quella volta che Carlo Conti copiò i Massive Attack

Un putiferio è scoppiato sui social a causa della prima pubblicità di Sanremo 2017. Nello specifico, lo spot vede tre donne riunite in una sala d’attesa, mentre i bimbi nelle loro pance intonano un curioso rifacimento di “Non ho l’età” di Gigliola Cinguetti, canzone che vinse il festival nel 1964 (cliccate qui per vedere lo spot). Ciò che non è andato giù a molti è stata l’evidente somiglianza con la canzone e il video di Teardrop dei Massive Attack (qui per sentirla). La visuale all’interno della pancia della donna, il feto che in maniera surreale muove dita e labbra al ritmo della canzone, il battito cardiaco in sottofondo: tutto riflette in maniera inequivocabile il capolavoro della band inglese, cantato da Elisabeth Fraser.

Il richiamo è stato così esplicito da causare non poche espressioni di dissenso: sui social, molti hanno accusato gli organizzatori di Sanremo di aver copiato spudoratamente il concept di Teardrop. Una scelta dal gusto discutibile, come è facile convenire di fronte all’atmosfera leggermente trash-inquietante che si respira nello spot incriminato: insomma, dei feti che cantano Gigliola Cinguetti facendo schioccare le dita mentre le mamma tamburellano sul proprio ventre? Lì a Sanremo devono proprio essere a corto di idee.

Tra l’altro questo non è il primo caso, nella storia di Sanremo, in cui l’organizzazione viene messa sotto accusa per aver copiato qualcun altro. È avvenuto nel 2010, con lo stacchetto di apertura dello show che richiamava un pò troppo accuratamente una canzone dei Sigur Rós (clicca qui per approfondire); ma volendo restare in tema di spot, solo lo scorso anno aveva fatto discutere un servizio di “Le Iene” che faceva notare come la pubblicità di Sanremo fosse identica a quella del marchio Saclà di poco tempo prima (qui il servizio).

Insomma, sembra proprio che Carlo Conti sia un recidivo quando si tratta di plagiare. Sempre se di plagio si possa parlare: nel caso di quest’anno, chi ha deciso di andare a disturbare i Massive Attack, lo ha fatto in maniera molto spudorata, forse un pò troppo. Il richiamo al gruppo britannico è infatti così evidente da lasciare spazio a una sola conclusione: più che un plagio si tratta di un omaggio, un riconoscimento della kermesse sanremese a una delle band (nonchè a una delle canzoni e uno dei video) più influenti della scena musicale contemporanea. D’altronde, Sanremo si fonda sulla musica ed è un bene che gli organizzatori siano consapevoli del panorama musicale che li circonda, non solo italiano. L’intenzione era buona, insomma; resta il fatto, come fanno notare molti, che il risultato finale lasci alquanto a desiderare in fatto di buon gusto. Secondo alcuni un omaggio del genere si sarebbe potuto risparmiare; in ogni caso, non è che a Sanremo sia mai stata di casa l’alta classe. Per fortuna da poco è trapelata la notizia che vorrebbe Maria De Filippi sul palco insieme a Carlo Conti: siamo certi che lei migliorerà le cose.

Redazione Fdt

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