Si, anche “Er Faina” può scrivere un libro

Tante volte parlando di letteratura qui su Fuori Di Testo mi sono soffermato su quei libri che sembravano non avere nessun motivo di esistere, non essendo animati da nessuna particolare ispirazione letteraria ne dà una presenza di contenuti che avrebbero potuto arricchire il bagaglio culturale dei lettori; questa volta però ho deciso di esagerare, un po’ perché anche noi non siamo immuni alle mode, un po’ perché certe cose non passano inosservate nemmeno a chi cerca di affibbiarsi una certa spocchia intellettuale credendo di poter ignorare roba di questo tipo: stiamo parlando (purtroppo) dell’ultimo capolavoro partorito dal web ossia “A Rega, Bongiorno” il primo libro dell’eminentissimo Damiano Coccia, meglio conosciuto come Er Faina

Ma chi è “Er Faina”? 

Er Faina, al secolo Damiano Coccia, è un personaggio molto controverso (qualcuno arrivò a sostenere che fosse un corriere della droga dei Casamonica, notizia poi smentita) a causa della velocità della sua ascesa sul web che ha impedito al pubblico di metabolizzare il personaggio prima di cominciare ad amarlo od odiarlo, a seconda dei gusti; di lui si sa che abita a Roma sud, per tradizione la Roma più “burina” o “coatta” da dove di solito provengono personaggi come lui, un netturbino (con acconciature e barbe da classico, appunto, burino romano) che è diventato una specie di guru grazie alla sua attività sul web

E qui arriviamo alla domanda numero due: cosa fa Er Faina per essere tanto seguito sul web da portare le case editrici a fargli scrivere un libro?

Er Faina inizia a fare video su facebook quasi per scherzo, trovando un seguito con discorsi stupidi ma oggettivamente simpatici su avvenimenti di poco conto riguardo la sua vita di ogni giorno e fin qui tutto bene; il problema sovviene però, come sempre del resto, quando le persone decidono di andare oltre certe capacità, in questo caso le capacità intellettive limitate del signor Coccia.

Gli avvenimenti che sono balzati agli onori della cronaca, in tempi relativamente recenti, sono stati molteplici e il Faina ha voluto parlare di tutti questi risultando stucchevole quando ha abbandonato il suo “territorio sicuro” fatto di disquisizioni sul Grande Fratello o sul tormentone estivo di Fabio Rovazzi (eviterei di riportarne il titolo per non abbassare ulteriormente il livello culturale dell’articolo), approcciandosi con un terrificante gentismo ed una buona dose di ignoranza ad argomenti quali la politica e i problemi sociali dell’Italia

La gente lo ha seguito, condividendo i suoi video ed elevandolo a Guru della Vox Populi (o populista direi) che è ben rappresentata dall’utente medio di Facebook che, tra un like ad un bel culo ed una foto del suo cane che si lecca i genitali, trova il giusto spazio per condividere il video del Faina, magari con una bella didascalia inneggiante alla grandezza del barbuto eroe metropolitano

Da li i passi sono brevi: serate in discoteca, presentazione di film (un film degli YouTuber, niente di culturalmente più elevato dei suoi video) e poi la planata rapace delle case editrici che, come sempre, trasformano star del web in macchine da soldi.

Il libro del Faina è qui quindi ed ad acquistarlo ci saranno tutta una serie di persone che si rivedono in questa simpatica storia di quello spazzino che, lanciando accendini contro il muro per l’indignazione e “sallustiando” tutti (Cit.) è riuscito ad emanciparsi tanto da scrivere un libro, posizionando una bella foto di lui che raccoglie la spazzatura in copertina, alla faccia di chi, come me, della vita non ha proprio capito nulla

Redazione Fdt

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