Come Amazon vuole cambiare il mercato dell’alimentare

Amazon è conosciuto dai più come il gigante dell’e-commerce; il sito, ideato a Seattle nel 1994 e nato come una libreria online, si è evoluto fino a diventare un piattaforma in grado di offrire le merci più diversificate, con un catalogo che non ha rivali nel web. Come ogni impresa di successo, anche Amazon investe costantemente in nuovi progetti, anche in settori diversi da quelli del commercio: è il caso del servizio di streaming con cui l’azienda mira a competere con Netflix, o anche dei grossi investimenti nel settore dei droni, con i quali vorrebbe garantire delle consegne ultra-rapide – si parla di circa 30 minuti. Certo, una consegna veloce fa sempre comodo, ma qui si supera ogni aspettativa: perché tanta fretta?

Il fatto è che, nei piani dell’azienda americana, ce n’è anche uno particolarmente ambizioso, il quale vorrebbe estendere il dominio di Amazon in uno dei pochi settori che fino ad oggi non era stato raggiunto: l’alimentare. Cominciamo dall’inizio: al giorno d’oggi si può dire che fare acquisti su Amazon o su piattaforme simili sia cosa abbastanza comune. Probabilmente non molti, però, si sarebbero sognati fino ad oggi di acquistare online prodotti per la casa di facile consumo come detersivi, dentifrici o anche pacchi di pasta. Questo perché, nel caso di queste merci, per quanto fare acquisti su internet sia comodo, non può superare la facilità con cui esse si reperiscono. E qui Amazon fa la sua prima mossa: non solo comincia a vendere questi prodotti, ma introduce anche degli strumenti chiama Dash Button, i quali sono, in sostanza, piccoli pulsanti che, una volta premuti, acquistano automaticamente il prodotto a cui sono associati. Immaginate un pulsante con il logo “barilla”, e immaginate una casalinga che si rende conto di essere a corto di pasta: le basta premere il suddetto pulsante, e una confezione di pasta arriva prontamente a casa sua. Un “prontamente” che al momento corrisponde almeno al giorno successivo, con il servizio Amazon Prime di consegna veloce, ma che grazie ai droni potrebbe significare una consegna fulminea. Questi pulsanti sono già disponibili per l’acquisto anche in Italia, e sono il chiaro esempio di come Amazon stia cercando di allungare il raggio d’azione anche dove prima non arrivava.

A rafforzare questo scenario si è aggiunto un annuncio recente: Amazon starebbe sperimentando il suo primo negozio fisico, e non si tratta di un negozio qualsiasi. Il nome del nuovo progetto è “Amazon Go”, un servizio che permette al cliente di accedere al punto vendita tramite un’applicazione apposita, prendere i prodotti desiderati e poi, semplicemente, uscire. Niente cassa, niente attesa, niente fila; a pagare pensa l’app, alla quale arriva il conto della merce acquistata, un conto che viene calcolato grazie ad avanzate tecnologie in grado di controllare i prodotti presi. Insomma, in un solo colpo l’azienda di Seattle potrebbe aver trovato il modo non solo di entrare nel settore del commercio alimentare, ma anche di cambiarne totalmente le regole e le prospettive. Amazon Go potrebbe essere il sistema di vendita del futuro, totalmente affidato al digitale; una visione che in molti potrebbe suscitare diffidenza, ma che è di certo molto ambiziosa.

In ogni caso, per adesso non c’è da preoccuparsi: le sperimentazioni sono appena iniziate, i negozi ammontano ancora a zero (il primo aprirà nel 2017 proprio a Seattle) e non è detto che, messo alla prova, questo nuovo progetto non si riveli troppo rischioso. È certo invece che le grandi imprese di oggi non mancano di inventiva, e potrebbero essere proprio i loro investimenti a disegnare il futuro del mondo; un futuro che sarà senz’altro fondato sulla tecnologia.

Redazione Fdt

Questo è il profilo sotto il cui nome vengono pubblicati tutti gli articoli dei nostri collaboratori saltuari, o di chi vuole provare a sentirsi meglio di voi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *